ELETTO NUOVO PRESIDENTE

Gentili Associati e Simpatizzanti,

sono onorato di poter rappresentare la nostra associazione per il prossimo triennio in qualità di PRESIDENTE e vi ringrazio infinitamente per la fiducia che mi avete dimostrato.

L’APIS è il frutto di una lungimirante scelta di “cavalcare” per primi la Legge n.4/2013 che ha istituito le “associazioni professionali” e dobbiamo compiere ogni sforzo possibile affinché la stessa venga adeguatamente recepita dagli organi istituzionali che governano i settori delle investigazioni private e della security, avendo un occhio di riguardo anche per i consumatori.

Dobbiamo promuovere un laboratorio di idee che sappia rafforzare i legami tra gli addetti ai lavori e sappia cogliere i cardini del bene comune. Conosciamo i limiti del nostro agire in quanto non siamo capaci di essere spettatori arrendevoli delle malefatte altrui e continueremo ad essere molto critici e severi rispetto a tutto ciò che ci appare ingiusto o assimilabile alle lobbies.

Siamo immersi in una grave crisi economica che ha stremato le agenzie investigative o le piccole imprese che si occupano di security e sentiamo – quindi – il bisogno di sperimentare formule nuove e utili a fronteggiare la precarietà, nonché resistere alle company che si accaparrano le fetta più consistente del mercato.

In questo scenario dobbiamo batterci per valorizzare le vocazioni e le competenze dei professionisti salvaguardando e distinguendo il commerciante di indagini dall’artigiano delle investigazioni, il security manager dal buttafuori.

Tutto ciò è possibile se condividiamo un credibile e appassionante progetto di cambiamento che può passare dalla liberalizzazione della professione dell’investigatore privato alla normazione della figura della guardia del corpo o dei servizi fiduciari (ex portierato), senza creare – però – orrendi monopoli ma opportunità.

Oppure può passare da altri progetti purché affermino l’idea di una politica di sviluppo che possa offrire vantaggi alle aziende e ai giovani. E su di loro faremo leva. I neo laureati hanno bisogno di essere accolti come portatori sani di un possibile cambiamento, se il decisore politico non osteggiasse la loro introduzione nel mondo del lavoro con dazi pesantissimi.

La nostra associazione dovrà avere la capacità di far dialogare tutti questi “attori” per favorire alleanze che non temano la sudditanza ai “poteri forti”. Vogliamo traghettare da questi primi tre anni, fatti di luci ed ombre, per diventare un “incubatore” di idee innovative, capace di non arrendersi alle sfide difficili.

Quando pensavamo – per esempio – che l’investigatore privato potesse esercitare la propria professione semmai anche presso la propria abitazione passavamo per sognatori. Poi il DM 56/2015 ha apportato una modifica che ammette questa eventualità e anche gli scettici hanno dovuto ricredersi. Abbiamo – altresì – intrapreso una “battaglia culturale” per identificare gli operatori della sicurezza disarmata come appartenenti ai “servizi fiduciari” e non al “portierato” e anche qui ci siamo presi belle soddisfazioni.

Sono – forse – poche le cose fatte e qui non le abbiamo ricordate di certo tutte e molte di più restano da fare. Per questo contiamo sulla vostra solidarietà Abbiamo un patrimonio di idee che vanno promosse, rafforzate e rilanciate. Solo con il vostro sostegno potremo riuscire in questa impresa confidando nell’affiatamento e nelle capacità del nuovo gruppo dirigente.

ROMA, 01 AGOSTO '16

Il Presidente
Alessandro Cascio

 

Articolo a cura di Ilaria GARAFFONI

Intervista a cura di Clementina MORI

Intervista a cura di Giulia GIONCO

Intervista a cura di Alessandra RINALDI

L'autore, dopo 20 anni di esperienza nel settore, affronta in maniera competente temi attuali legati all'esercizio della professione e - tra verità scomode e note autobiografiche - vi condurrà in un viaggio piacevole e istruttivo.